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  TeaPartyFederazioneLiberista [ DEMOCRAZIA DIRETTA TURNARIA - GRUPPO CULTURALE PRIVATISTA E HOPPIANO. La Rivolta dei Ceti Produttivi che non si lasciano proletarizzare dai poteri forti statalisti e mondialisti. ]
         


2 febbraio 2015

LA CURA PRIVATISTA PROPOSTA DALL’ECONOMISTA FILIPPO MATTEUCCI CONTRO LA CRISI ECONOMICA ITALIANA



LA CURA PRIVATISTA PROPOSTA DALL’ECONOMISTA FILIPPO MATTEUCCI CONTRO LA CRISI ECONOMICA ITALIANA

 

Il gruppo di cultura economica e scienza del potere Tea Party Federazione Liberista – Democrazia Diretta Turnaria fa sue le proposte dell’economista privatista Filippo Matteucci esposte nei due articoli “Il default selettivo quale soluzione etica alla crisi dei debiti sovrani” e “Trasformiamo l’Italia in un paradiso fiscale”, dei quali riportiamo qui sotto, per brevità, i passaggi più significativi.

Chi volesse leggere gli articoli completi può facilmente reperirli sul Web.

Le soluzioni proposte da Matteucci per l’Italia sono a maggior ragione valide anche per qualsiasi popolo della penisola italica che voglia liberarsi sia dalla prigione della malaunità massoncarbonara sia dal lager fiscale Unione Europea, e voglia riconquistare la propria sovranità e la propria indipendenza. 


 

 

Il default selettivo quale soluzione “etica” alla crisi dei debiti sovrani  - 2014

 

Gran parte dei debiti sovrani devono essere ripagati non a privati cittadini che hanno investito i propri risparmi in titoli pubblici, ma a enti finanziari che fanno capo, direttamente o tramite società prestanome, all’élite bancaria internazionale, a quelli che eufemisticamente vengono definiti i “poteri forti”. Forti in quanto sono loro che controllano le multinazionali, gli stati, i governi, gli istituti di emissione della moneta carta straccia, le privatissime banche centrali che il popolino crede pubbliche...

Ezra Pound sosteneva che i politici sono i camerieri dei banchieri. Ovviamente contro i popoli. E’ stato facile per questi poteri forti ordinare ai “loro” politici (di qualsiasi colore verniciati) di far indebitare stati, regioni, comuni, imponendo una enorme spesa pubblica ben canalizzata verso le loro tasche usuraie. Ora presentano il conto.

I poteri forti stanno ordinando ai loro domestici politici: “Fate pagare il debito pubblico al popolo!”, e giù tasse su tutto, risparmi, case, redditi, consumi..., tasse sulla vita del popolo.

Ma a cosa serve pagare? Più tasse paghi oggi al tuo strozzino, più potere gli dai di farti pagare ancora più tasse domani. Le tasse non sono mai contro i ricchi e a favore del popolo, come i poteri forti ci vogliono far credere, cerebrolavandoci tramite i loro partiti e i loro massmedia. Non vi è infatti nulla di più falso, di più ipocrita dello slogan “tassiamo i ricchi”: i veri ricchi, gli ultraricchi, le famiglie padrone degli stati, le tasse non le pagano, le riscuotono. Le tasse colpiscono il popolo, il piccolo risparmiatore, l’anziano che ha messo da parte qualcosa, le famiglie che coi loro risparmi e sacrifici cercano di tutelare i figli.

Quello che oggi è notevolmente cambiato è la misura della predazione: oggi le tasse sono enormemente più alte rispetto ai tempi in cui al potere c’erano i re, l’aristocrazia, il clero, oggi al potere abbiamo chi da secoli pratica l’usura, ed è quindi maestro insuperato in quest’arte... Non possiamo nemmeno più considerarle tasse, bensì totale schiavitù. L’apparente millantato “progresso” si è rivelato un pesante regresso di civiltà.

E’ interessante notare come anche questo problema dimostri le contraddizioni e l’inanità dei due schieramenti politici apparentemente contrapposti nel teatrino massmediatico, a nostro uso e consumo. Quando gli stati erano dominati dall’aristocrazia e dal clero, l’élite usuraia creò il liberal-liberismo contro gli stati medesimi per appropriarsene; la stessa élite usuraia, oggi che ha conquistato gli stati e li usa per depredare i popoli, non permette certo l’emersione politica e massmediatica di autentici liberisti antistato e antitasse, al massimo ci propina qualche buffone liberista a chiacchiere, che promette e non mantiene. Sull’altra sponda politica, la sinistra socialcomunista, statalista per natura e per definizione, non può ammettere che stato e tasse sono sempre strumenti  di qualcuno per dominare il popolo; né può ammettere che in particolare lo stato “costituzionale”, “popolardemocratico”, è oggi uno strumento antipopolare e antidemocratico in mano alle famiglie dei poteri forti, con un livello di tassazione e di intromissione nella vita dei cittadini che ne fanno la peggiore tirannia predatoria e schiavizzante, finora mai vista nella storia dell’uomo.

L’ipocrita motivazione del forsennato aumento della predazione fiscale è che i popoli “devono” ripagare i debiti di stato. Ebbene, un popolo sovrano “deve” solo ciò che “vuole”. La soluzione equa, giusta, “etica”, moralmente ineccepibile, per i debiti pubblici degli stati pseudodemocratici è che il popolo ripaghi i debiti solo al popolo: il “default selettivo”.

Selettivo in quanto si remunerano con gli interessi e si rimborsano alla scadenza solo i titoli di stato che alla data X risultano di proprietà di persone fisiche aventi la cittadinanza o la residenza nello stato. I titoli di stato, nonché tutte le obbligazioni contratte da soggetti pubblici, che alla stessa data X risultano di proprietà di stranieri non residenti o di enti - persone giuridiche vengono cancellati e quindi non rimborsati.

Il default selettivo da me proposto comporta una immediata consistente riduzione del debito pubblico e la liberazione dell’economia del paese dalla morsa fiscale usuraia.

Ma il default selettivo sarebbe la sconfitta dei poteri forti che fanno eleggere i loro lacchè alle cariche di governo, e quindi i “loro” politici non adotteranno mai questa soluzione morale, etica, che salverebbe l’economia, il lavoro, i risparmi, il futuro del paese. A meno che popoli informati, coesi, organizzati, non impongano tale soluzione con un atto di vera sovranità popolare.

Per questo i popoli devono re-imparare ad amministrarsi, a non delegare ad alcuno l’amministrazione di alcunché, a cominciare dalle cose più semplici e immediate, dai propri risparmi per la vecchiaia al proprio condominio... Partire dal piccolo, riorganizzare se stessi, la propria famiglia, il proprio clan parentale, partire dalla micropolitica scansando “amministratori” privati e pubblici, riappropriarsi del condominio, del quartiere, del comune, e usare queste forme primarie di coesione sociale, limitate ma solide, come mezzi di difesa contro gli stati strumenti della tirannia usuraia mondiale. In fondo, quello che storicamente i popoli più capaci hanno sempre fatto; solo che lo abbiamo disimparato, occorre appunto re-impararlo.

 

 

TRASFORMIAMO L’ITALIA IN UN PARADISO FISCALE – 2011

 

Ciò che è impopolare lo è perché è contro il popolo, e una tassazione impopolare che manderebbe l’economia in una recessione irreversibile è esattamente l’opposto di ciò di cui ha bisogno il nostro paese.

Occorrono idee nuove che propongano uno sviluppo intelligente, basato su ciò che l’Italia già ha di competitivo, senza guardare in faccia a nessuno, tanto meno all’euro e all’Europa o ai padroni nostrani succhiasoldipubblici; anzi, proprio questi ultimi sono stati e sono tuttora i principali beneficiari della spesa pubblica grandemente finanziata con quel debito statale che ora vogliono far ripagare a noi contribuenti.

All’Italia non servono industrie inquinanti, manodopera importata e inutili burocrati, ma l’Italia ha, quasi unica al mondo, i requisiti di storia, arte, clima, gastronomia, bellezze ambientali, per divenire la residenza stabile e/o la meta turistica dei ricchi del mondo, e ciò può portarci ben più ricchezza di qualsiasi altra tipologia di sviluppo economico. Potremmo divenire la Florida dell’Unione Europea e del mondo, potremmo vivere in un paradiso per benestanti, invece una classe dominante di infima qualità ci fa vivere, inquieti e senza futuro, preoccupati e tartassati, in un inferno di vessazioni fiscali e burocratiche, di debito pubblico, di criminalità, spaccio, prostituzione, di inquinamento e di rumori, di burocrati buoni a nulla, anzi buoni solo a predare tasse…

Manca totalmente l’attenzione all’economia del retirement, sviluppatissima nei paesi anglosassoni e nel Nord Europa, per cui la coppia anziana benestante trasferisce la sua residenza nel paese che ha le condizioni fiscali e climatiche migliori. Manca la cultura economica dell’international tax planning, la pianificazione fiscale internazionale, per la quale famiglie giovani benestanti programmano la loro futura residenza nel paese che ha il mix migliore di bassa tassazione, terziario avanzato e vivibilità.

Per l’economia, per la ricchezza del nostro paese, è evidentemente preferibile avere investitori finanziari, italiani e stranieri, che risiedano o vengano a risiedere qui in Italia, che facciano profitti, magari investendo e guadagnando anche in borse estere e spendendo tali guadagni in Italia, senza chiedere nulla allo stato, invece che industriali falliti e burocrati desiderosi solo di vivere sussidiati alle spalle dei contribuenti. Per gli Italiani stessi è meglio essere risparmiatori, azionisti o creditori di imprese dislocate all’estero, che operai della Fiat. Così agli Italiani vanno gli utili, la ricchezza, e all’estero va il lavoro più usurante, l’inquinamento, l’inevitabile sfruttamento dei lavoratori.

Allora dobbiamo difendere il patrimonio turistico, storico e culturale, la qualità della vita, e soprattutto attirare i ricchi di tutto il mondo, detassando tutti i redditi tipici dei ricchi, primi fra tutti quelli finanziari.

Storicamente siamo stati noi Italiani a inventare le banche.

Oltre al patrimonio turistico e culturale, proprio qui in Italia già abbiamo intermediari finanziari, banche, SIM (società di intermediazione mobiliare, gli agenti di borsa) tra i più grandi, i più efficienti e i migliori d’Europa e del mondo.

Patrimonio di lavoro, professionalità e competenze nel settore finanziario che potrebbe invece essere proficuamente messo a disposizione dei ricchi che vogliono venire a vivere in Italia e costituire per loro un’ulteriore apprezzatissima e decisiva attrattiva.

Forse si dimentica che l’economia reale, in Italia e probabilmente anche in quest’ Unione Europea che ci somiglia sempre più, è l’economia della grande industria sussidiata e assistita succhiasoldipubblici, l’economia dello sradicamento di individui e famiglie dalle campagne e dai piccoli paesi, dalle loro comunità, dai rapporti parentali, dalle loro piccole proprietà, per ridurli a dipendenti – schiavi urbanizzati, senza identità e senza potere.

Uno sviluppo basato sulla residenzialità per benestanti e sulla connessa produzione di ricchezza finanziaria, nonché sul turismo, ha i suoi vantaggi: niente inquinamento, niente morti bianche, un mondo di terziario ricco e civile, e benessere per tutti, senza sacrifici stakanovisti e oppressioni stataliste (Svizzera docet).

Il paradiso fiscale è infatti l’opposto del mondo – incubo orwelliano, fatto di stato, di controlli e di tasse, modello verso il quale la prigione fiscale Europa, per prima, si sta a grandi passi avviando, contro la volontà dei popoli che la compongono. Tutti ormai hanno capito che ciò che ci è stato spacciato come “progresso” è in realtà un regresso di civiltà e una privazione di libertà. La predazione di redditi e ricchezze tramite tasse, inflazione e debito pubblico, perpetrata da poteri mondialisti più o meno occulti ai danni dei sans pouvoir, è la prima concretizzazione di un nuovo ordine mondiale orwelliano. Nell’ultimo secolo di “riformismo”, la pressione fiscale non ha fatto altro che salire, depredando i cittadini, i lavoratori, le famiglie, squilibrando il mercato, distorcendo la libera concorrenza, foraggiando apparati pubblici clientelari, parassiti e vessatori.

Oggi, se vogliamo rimanere un paese libero, democratico e produttivo, dobbiamo assolutamente invertire tale tendenza, seguendo fedelmente un unico semplice principio: nessuna nuova tassa deve essere creata, nessuna tassa esistente deve essere aumentata, tutte le tasse esistenti devono essere diminuite e/o abolite.

Siamo tutti stufi dei ladri che vengono a metterci le mani nelle nostre tasche per derubarci di ciò che è nostro. Per la crescita della ricchezza di ciascun Italiano e dell’Italia tutta non è necessario che “qualcun altro” paghi più tasse.

Occorrono soluzioni tanto intelligenti quanto ovvie e praticabili, come questa da me proposta, e meno spesa pubblica, meno sprechi, e non più tasse a questo o a quello.

 

( Filippo Matteucci )




1 giugno 2013

IL NUOVO TEA PARTY "FEDERAZIONE LIBERISTA" - DEMOCRAZIA DIRETTA TURNARIA




IL NUOVO TEA PARTY "FEDERAZIONE LIBERISTA" - DEMOCRAZIA DIRETTA TURNARIA. 

COMUNICATO CONGIUNTO del 1° Giugno 2013: 
Il TEA PARTY “FEDERAZIONE LIBERISTA”, gruppo politico - culturale dedito allo studio dell’economia privatista e della scienza del potere, portato finora avanti da Filippo Matteucci, Oliviero Corsini, Costanza Aliprandi, Filippo De Sciarra e altri, si fonde con l’altro gruppo DEMOCRAZIA DIRETTA TURNARIA, volto alla individuazione di una democrazia diretta immediatamente possibile, funzionante e generalizzata, rifacentesi alle teorie “turnarie” di ingegneria costituzionale e di vera partecipazione del popolo al potere ideate da Filippo Matteucci. 
La fusione è motivata dall’identità di obiettivi e dal non voler disperdere le forze in iniziative scoordinate e inefficaci. 
Per conoscere i programmi politico-culturali del gruppo si possono visionare i blog dedicati e prendere parte al gruppo Facebook omonimo, pur rammentando come proposte risolutive primarie: 
- l’applicazione generalizzata, a qualsiasi carica di potere pubblico e a qualsiasi associazione, del metodo della democrazia diretta turnaria
- il default selettivo come soluzione al problema del debito pubblico, con salvaguardia totale dei risparmiatori italiani che hanno investito in titoli del debito pubblico
- l’uscita dall’euro col ritorno alla lira, stampata ed emessa però da una Banca D'Italia nazionalizzata, pubblica, e non più di proprietà privata (no signoraggio)
- l'eliminazione dell'obbligatorietà della contribuzione previdenziale (facoltatività dell'assicurazione previdenziale), indispensabile per il rilancio dell'economia e dell'occupazione
- la trasformazione dell’Italia in un paradiso fiscale e turistico-residenziale.
Oliviero Corsini
Costanza Aliprandi Brancacci




29 luglio 2012

IL PEGGIOR AMMINISTRATORE LOCALE



IL PEGGIOR AMMINISTRATORE LOCALE

L’amministratore locale, sindaco o assessore che sia, nemico del popolo lo riconosci subito da queste tre caratteristiche:
1.    distrugge il piccolo commercio e il piccolo artigianato locali favorendo l’apertura dei grandi centri commerciali delle multinazionali della distribuzione di proprietà degli zogusurers o di prestanomi di questi ultimi;  così ottiene due risultati: a) il monopolio sui prezzi da parte di questi strozzini internazionali dei quali è servo, e b) l’eliminazione e la dipendentizzazione di buona parte di quella classe locale di piccoli imprenditori e lavoratori autonomi dediti al commercio e all’artigianato, classe questa che come tale pensava con la propria testa, intendeva controllare il territorio e poteva arricchirsi, e per questo pericolosa per gli zogusurers e per i loro servi massostatalisti, e quindi da eliminare:
2.    favorisce la movida, il casino rincoglioniscipopolo: si vanta di aver “assicurato” alla città concerti di qualche superpagata pop-rock-star satanista, autorizza orari di apertura fino a notte inoltrata o addirittura 24 ore su 24 dei locali notturni, pub, discoteche, night, chalet, con facoltà di tenere accesa fino all’alba la musica a tutto volume, organizza notti bianche e rosa nelle quali greggi di lavoratori dipendenti cerebrolavati sonnambulano tra giovinastri blasfemi semiubriachi urlanti, tra band e concertini spazzatura e bancherelle di carabattole... e ci sarebbe da dire che un provvedimento amministrativo di un sindaco non può autorizzare un reato quale il disturbo al diritto naturale delle persone  al riposo notturno, ma oggi l’interpretazione e l’applicazione del diritto è sempre contro il popolo e a favore di chi si avvantaggia dal tenere il popolo servo, incapace e rincoglionito dalla mancanza di sonno... il far fare al popolino le ore piccole ha in fondo la stessa funzione che l’imbottirlo di droga o di alcool o di partite di calcio o di tv spazzatura... 
3.    autorizza piani urbanistici di cementificazione pressoché totale : palazzoni multicolori di infima qualità ma alla moda, alveari – loculi per gonzi e servi che dopo appena uno o due anni mostrano tutta la loro scadente fattura, quartieri ghetto con ai piani terra i soliti locali rincoglioniscipopolo bar, pub, night, discoteche, la cui musica e il cui fracasso notturno rendono subito invivibili i quartieri stessi che vanno così poi a riempirsi dei peggiori extracomunitari, di prostitute e spacciatori...  non acquistate mai casa in palazzi o quartieri nei quali ai piani terra ci sono locali commerciali, acquistate solo se ai piani terra ci sono esclusivamente abitazioni!
Il cattivo amministratore locale è un lacchè dei padroni, ti vuole servo, insonne e scemo, ma se per caso sei uno di quelli cui questi esempi di amministratori locali feccia piacciono, votali, e buon insonne “divertimento”!
(“Balla servo, balla”)....

Tratto da PeopleinArms




12 giugno 2012

LA LOTTA PLURISECOLARE CONTRO LA CASA D'AUSTRIA



La lotta plurisecolare contro la Casa d'Austria



Commissione di studio ispirata al pensiero di Plinio Corrêa de Oliveira.

La storia e i suoi grandi personaggi - Capitolo XXIII

 

 

Francesco I affermò che, per schiacciare il potere degli Asburgo, era disposto a chiamare in suo aiuto tutti i turchi e tutti i demoni.

Bismarck "odiava la potente Austria più di quanto amasse la Prussia".

Clemenceau "non sapeva e non capiva nient'altro che una cosa: è necessario espellere la Casa degli Asburgo, monarchia papista".

Perchè tanto odio nel corso di tanto tempo?

Perchè tanto furore della Rivoluzione nei confronti della Casa d'Austria, fino a giungere alla distruzione del suo potere nel 1918?

 

 

La Casa d'Austria, simbolo dell'ordine cattolico medievale

 

Nella notte di Natale dell'anno 800, mentre Carlo Magno pregava a Roma, il Papa san Leone III, avvicinatosi garbatamente a lui, lo incoronò Imperatore. In questo modo si inaugurava il grande Impero Cristiano d'Occidente. La nuova funzione così conferita a Carlo Magno, gli dava una preminenza positiva su tutti i sovrani cristiani; non una sovranità propriamente detta, ma una specie di primato onorifico nell'ordine temporale, una supremazia in virtù della quale gli competeva una sorta di "presidenza" nelle riunioni dei prìncipi cristiani, così come l'alto dominio su tutti gli interessi della Cristianità.

Nell'ordine spirituale, il titolo imperiale obbliga chi lo porta alla missione di difendere la Santa Chiesa, e, di conseguenza, tutti gli interessi cristiani. Nella confederazione dei popoli cristiani, dei quali l'Imperatore è il capo politico, il Papa è come il legame e la vita. Il Papa diventa l'arbitro naturale delle nazioni, dei popoli cristiani e dei loro prìncipi.

In questo primo periodo di splendore, l'Impero realizzò in modo mirabile l'ideale della Cristianità. Il Papa era come l'arbitro di ogni autorità: egli consacrava l'Imperatore e lo associava al suo stesso lavoro; il Papa e i Concili stabilivano la dottrina a cui l'Imperatore conformava le leggi dell'Impero, e questo accordo fra il potere spirituale e temporale, dava alla legislazione un incalcolabile potere.

Con la morte di Carlo Magno si verificò lo smembramento dell'Impero Cristiano, ma l'ideale da esso rappresentato non scomparve e venne restaurato nel 962. In questa occasione, consigliato da san Mayeul (san Maiolo Abate di Cluny), Papa Giovanni XII incoronò Ottone I Imperatore d'Occidente. Sorse così il Sacro Romano Impero Germanico, che fu il continuatore delle glorie dell'Impero carolingio.

 

La storia del Sacro Impero fu segnata da momenti gloriosi e da grandi tempeste.

 

Con la scomparsa della dinastia degli Hohenstaufen, nel 1250, esso entrò in un periodo di anarchia, noto come il "grande interregno"; infine, nel 1273, venne eletto Imperatore Rodolfo d'Asburgo. Il Principe Ottocker non accettò il nuovo Re, ma questi sconfisse il ribelle, gli sottrasse vari territori, Austria compresa, e trasferì la capitale dell'Impero a Vienna. La famiglia degli Asburgo prese il nome di Casa d'Austria e si manterrà al potere, dopo un breve intervallo, fino al 1918.

 

Attraverso una abile politica basata principalmente sulle alleanze matrimoniali con le famiglie reali europee, la Casa d'Austria riuscì ad ottenere una supremazia incontestabile. Carlo V riunì sotto il suo scettro, nel secolo XVI, uno dei maggiori Imperi della Storia; come si diceva all'epoca, il sole non tramontava mai sui suoi domini. Oltre ad essere Imperatore del Sacro Impero, era Re di Spagna e signore di numerosi territori europei e, inoltre, del vasto Impero coloniale nell'America recentemente scoperta. Il potere della Casa d'Austria si esprimeva nella seguente sentenza: A.E.I.O.U., ossia "Austria est imperare orbem universum", ossia, "alla Casa d'Austria appartiene l'impero su tutto il mondo".

Nel secolo XVI, il protestantesimo divise l'Europa cristiana in due blocchi contrapposti. L'eresia pretendeva di occupare la posizione che appartiene legittimamente alla Chiesa Cattolica. Ciò diede origine a lotte prolungate, nel corso delle quali gli Asburgo, governando il Sacro Impero e la Spagna, rappresentavano sul piano temporale il sostegno dell'ortodossia. In un certo senso, la supremazia della Casa d'Austria, significava la supremazia del cattolicesimo. La Casa d'Austria era, quindi, un simbolo glorioso dell'ordine cattolico medievale; simbolo dell'epoca in cui, secondo l'espressione di Leone XIII, "il Sacerdozio e l'Impero erano legati fra loro da felice concordia e da amichevole reciprocanza di servizi. La società civile, organizzata così, diede frutti superiori a qualsiasi aspettativa".

 

 

IL PROCESSO DI DEMOLIZIONE DEL POTERE DELLA CASA D'AUSTRIA

 

Carlo V e l'apogeo degli Asburgo

 

Come abbiamo visto, con la formazione del favoloso Impero di Carlo V, nel XVI secolo, gli Asburgo raggiunsero l'apice della gloria. Proprio in questa epoca il demonio lanciò, attraverso l'Umanesimo, il Rinascimento e il Protestantesimo, il primo grande attacco con l'obiettivo di distruggere la Santa Chiesa e la Civiltà Cristiana.

Per i più svariati motivi, fu all'interno del Sacro Impero che i protestanti ottennero i loro primi successi. Carlo V era un uomo che aveva molto del rinascimentale, ma, a fianco dei vizi caratteristici del Rinascimento, nella sua anima era ancora viva la fede cattolica. Perciò, nonostante i tentennamenti e i tentativi di conciliazione, prese le difese della Chiesa nella lotta contro il protestantesimo.

Sul piano esterno Carlo V dovette affrontare le potenze europee che aderivano all'eresia protestante, oltre alla minaccia dei turchi, che in questa epoca erano all'apice del loro potere. Il conflitto fra i prìncipi protestanti e coloro che rimasero fedeli alla vera ortodossia, a fianco dell'Imperatore, diede origine a una lunga guerra civile. Tra i risultati più importanti essa ebbe quello di indebolire l'autorità imperiale che divenne il bersaglio dichiarato dell'attacco, dato che essa rappresentava il puntello del cattolicesimo.

Purtroppo l'Imperatore vide tra i suoi nemici non solo i protestanti e i mussulmani, ma anche sovrani cattolici: la cattolica Francia invidiava la grandezza degli Asburgo. Si ebbe quindi lo scontro, provocato da rivalità politiche, fra gli stessi prìncipi cattolici, cosa di cui evidentemente avrebbero beneficiato soltanto i nemici della Chiesa.

Francesco I, Re di Francia, non nascondeva il suo risentimento contro il potere degli Asburgo. Sebbene all'interno perseguitasse il protestantesimo, appoggiò i prìncipi protestanti tedeschi nella lotta contro Carlo V. E, avendo l'ambizione di dominare i possedimenti imperiali in Italia, entrò in aperta lotta con l'Imperatore giungendo persino a mettersi in contatto coi turchi e incitandoli ad un attacco ai territori del Sacro Impero. Una volta dichiarò che per schiacciare il potere degli Asburgo era disposto a chiamare in suo aiuto tutti i turchi e tutti i diavoli.

Carlo V, e più tardi suo figlio Filippo II, Re di Spagna, nonostante tutte le difficoltà, riuscì a vincere i suoi avversari, e mantenere l'egemonia degli Asburgo. Ma tutte queste lotte ebbero come risultato l'indebolimento del potere imperiale e la perdita della maggior parte dei possedimenti della casa d'Austria in Italia.

 

Il "grande piano" di Sully

 

Il calvinismo fece tali progressi in Francia, che per poco l'intera nazione non divenne protestante. La reazione dei cattolici, l'azione decisa da Filippo II e dai Papi, obbligarono Enrico di Navarra a convertirsi al cattolicesimo prima di salire al trono col nome di Enrico IV; tutto indica però che la sua conversione fu meramente formale, motivata dal suo opportunismo politico. Nel convertirsi, pare abbia detto che "Parigi vale bene una Messa". Il suo principale ministro fu il calvinista Sully.

Il Duca di Sully riaccese l'antica invidia della Francia contro il Sacro Impero, e formò una grande alleanza contro la preponderanza degli Asburgo in Europa. Si gloriava di essere l'inventore stesso del cosiddetto "grande piano", secondo il quale si doveva mutare la mappa d'Europa e si doveva umiliare la Casa d'Austria ed elevare il prestigio di Francia. Egli mirava a stabilire l'uguaglianza di diritti tra le diverse confessioni religiose e spezzare il potere degli Asburgo che, secondo Sully, erano i maggiori nemici della tolleranza religiosa e della indipendenza nazionale. Per liquidare il potere della Casa d'Austria pretendeva di smembrare il Sacro Impero,e proibire che fossero eletti due Imperatori della stessa famiglia di seguito.

Per portare a termine tale piano, Sully usò grandi mezzi e provocò una guerra contro l'Impero: si alleò con l'Unione Evangelica, formata dai prìncipi protestanti tedeschi, ed unì alla lotta l'Olanda, il Prìncipe di Galles e vari signori italiani. L'assassinio di Enrico IV interruppe la sua opera.

 

De Richelieu: gli interessi dello Stato al di sopra di quelli della Chiesa

 

La caduta di Sully non modificò la politica francese. Armand Jean du Plessis, cardinale e Duca di Richelieu, portò avanti, in forma ancora più aperta e studiata, i piani di distruzione della Casa d'Austria.

Richelieu fu uno dei principali strumenti nella lotta contro gli Asburgo. Sul letto di morte, quando il confessore gli chiese se perdonava i suoi nemici, rispose: "Non ho altri nemici che quelli del Re!". Sembra che nel cuore del famoso cardinale, l'amore agli interessi dello Stato, personificati nella persona del Re, avesse sostituito l'amore di Dio.

Il cardinale Richelieu divenne, a partire dal 1624, il capo onnipotente del consiglio dei ministri di Luigi XIII, dedicandosi interamente all'ingrandimento della Francia e alla distruzione del potere degli Asburgo, anche a costo di causare enormi pericoli alla Chiesa e alla Civiltà Cristiana. Il conflitto fra cattolici e protestanti nel Sacro Impero diede origine, nel 1618, alla cosiddetta Guerra dei Trenta Anni. Agli inizi fu una guerra civile interna all'Impero ma a causa dell'intervento di diverse potenze finì col trasformarsi in guerra generale europea.

Fin dall'inizio della lotta, Richelieu si mostrò decisamente a favore dei protestanti. Oltre all'aiuto finanziario agli eretici, la sua politica machiavellica ottenne che diverse potenze protestanti entrassero in lotta contro l'Imperatore; per questo parteciparono al conflitto anche la Danimarca e la Svezia. Davanti ai brillanti successi delle armi imperiali, la Francia intervenne direttamente nel conflitto.

 

L'entrata in guerra della Francia mutò le sorti della stessa, che fino ad allora era stata favorevole ai cattolici. I trionfi militari francesi contribuirono in modo decisivo alla vittoria dei protestanti. Richelieu morì nel 1642, odiato da tutti. Duro nei confronti dei nobili, il suo governo non fu meno duro verso il popolo. Le continue guerre da lui cominciate, alzarono le tasse ad un livello insopportabile. Le varie rivolte popolari contro le difficoltà della vita furono domate con la stessa violenza con la quale aveva abbattuto il potere dei nobili e i successi in politica estera ebbero come risultato l'impoverimento all'interno: fu questo il risultato della politica di colui che rimase noto come il "grande cardinale".

Con la morte di Luigi XIII, si formò una reggenza diretta dalla regina Anna d'Austria. Il successore di Richelieu alla presidenza del consiglio dei ministri fu Mazarino, anche egli cardinale. Egli proseguì nella politica estera di Richelieu di appoggio ai protestanti per umiliare gli Asburgo; questa fu coronata dal successo con la Pace di Westfalia, celebrata nel 1648, con la quale la Guerra dei Trent'anni finì.

La Pace di Westfalia fu un grande trionfo del protestantesimo. Le potenze cattoliche, eccettuata la Francia, rimasero straordinariamente indebolite e furono trattate con sufficienza. Venne proclamato definitivamente il principio dell'indifferentismo religioso, che portò all'illuminismo e al razionalismo del secolo XVII. Papa Innocenzo X elevò una solenne protesta contro le disposizioni di quel trattato di pace, che si opponeva gravemente ai diritti della Chiesa. Dal puntodi vista politico, la Casa d'Austria uscì dall'accordo profondamente umiliata ed il suo potere fu straordinariamente ridotto, mentre le potenze protestanti, in particolare la Svezia, furono favorite.

Nel 1659, Mazarino concluse il Trattato dei Pirenei, mettendo fine alle ostilità con la Spagna originatesi durante la Guerra dei Trent'anni. Questo trattato consentì l'annessione di svariati territori appartenenti alla corona spagnola, in potere degli Asburgo, nel territorio di Francia. Mazarino, non contento di questi risultati, formò la Lega Renana in opposizione alla Casa d'Austria e deviò la linea di successione ereditaria del trono di Spagna, sposando Luigi XIV all'infanta spagnola Maria Teresa. La sua politica pose le basi per l'accentramento di un grande potere nelle mani di Luigi XIV: la supremazia passò dagli Asburgo ai Borboni.

 

Sotto il Regno di Luigi XIV l'Austria cessa di essere la prima potenza europea

 

La politica estera di Luigi XIV non si allontanò dalla linea tracciata da Enrico IV, Richelieu e Mazarino, che avevano tentato di dare alla Francia lo spazio dell'antica Gallia, cioè, di prolungarla fino al Reno, considerato la sua frontiera naturale, e annettendo numerosi territori appartenenti agli Asburgo; questa fu la ragione delle guerre contro la Spagna ed il Sacro Impero. Luigi XIV aveva qualità eccezionali.

Purtroppo, poche persone ne erano tanto coscienti e convinte quanto lui stesso: il suo orgoglio smisurato lo portò a voler dominare tutti i sovrani d'Europa e a compiere azioni deplorevoli. Tra questi fatti vanno però riconosciuti i suoi grandi gesti a favore degli interessi della Chiesa. Come esempio si può menzionare il suo deciso appoggio ai gesuiti nella lotta contro il giansenismo, la revoca dell'Editto di Nantes, ecc.

Il sultano Maometto IV pretendeva di dominare la Germania, la Francia e, successivamente, Roma, dove avrebbe voluto trasformare la Basilica di san Pietro in una scuderia. Questa minaccia portò il beato Papa Innocenzo XI a pensare ad organizzare una crociata contro i turchi. Ma questo grandioso progetto naufragò, principalmente a causa dell'atteggiamento di Luigi XIV, che, volendo abbattere l'Impero degli Asburgo, giunse persino ad inviare degli emissari al sultano, assicurandolo che non sarebbe intervenuto nel caso di un attacco mussulmano ai domini imperiali: pertanto i turchi si prepararono ad invadere l'Ungheria e l'Austria, ma gli Asburgo, aiutati dai polacchi, colsero delle strepitose vittorie contro i nemici della Cristianità. Luigi XIV, invidioso di questi successi, invase i territori del Sacro Impero, favorendo così l'offensiva dei mussulmani.

La Francia, durante il regno di Luigi XIV, fu lo Stato più potente d'Europa ed il centro della politica europea. Il monarca si servì del suo potere per intraprendere delle grandi guerre di conquista; ma mentre all'inizio ottenne dei successi, finì sconfitto nella Guerra di Successione in Spagna. Le campagne di Luigi XIV causarono l'indebolimento della Francia e degli Asburgo; la grande beneficiaria dei conflitti fu l'Inghilterra protestante, che passò a svolgere il ruolo di arbitro politico dell'Europa, diventando anche la prima potenza navale.

 

Napoleone estingue il Sacro Impero

 

La Rivoluzione Francese riaccese, ancora una volta, i conflitti fra la Francia ed il Sacro Impero, conflitti che durarono fino all'Impero napoleonico. Toccò a Napoleone, fra altri meriti funesti, quello di liquidare il Sacro Impero.

Nel dicembre del 1805, Napoleone sconfisse l'esercito austro-russo ad Austerlitz, nella famosa battaglia dei tre imperatori. L'anno successivo, obbligò Francesco I a rinunciare al titolo di Sacro Romano Imperatore, conservando solo quello di Imperatore d'Austria. Così finì il Sacro Romano Impero Germanico, che aveva avuto gloriosa origine nelle grandi gesta di Carlo Magno, e che aveva segnato in modo profondo la vita della Cristianità.

Dopo la caduta di Napoleone, i rappresentanti degli Stati vincitori si riunirono nel Congresso di Vienna, per rimodellare la mappa europea, profondamente alterata durante il periodo napoleonico. Era la vittoria di Metternich e dell'Impero Austriaco. I 300 Stati che formavano il Sacro Impero, ridotti a 38, divennero la Confederazione Germanica, sotto la presidenza dell'Austria. Il vice-presidente della Confederazione era il Re di Prussia.

Nonostante la vittoria su Napoleone, il Sacro Impero non fu restaurato! I sostenitori dell'Austria pretendevano di unificare tutte le popolazioni germaniche nella cosiddetta Grande Germania. I sostenitori della Prussia, a loro volta, preferivano costituire la cosiddetta Piccola Germania, dalla quale l'Austria sarebbe stata esclusa.

A partire dal 1818, per iniziativa della Prussia, si cominciarono ad abolire tutte le tasse doganali fra gli Stati tedeschi, costituendo l'unione doganale detta di Zollverein. Questa unione portò ad essi grandi vantaggi economici, e servì da base per la futura unificazione politica. L'Austria, appoggiata dagli Stati tedeschi del sud, di formazione cattolica, tentò svariate volte di entrare nello Zollverein, ma fu sempre ostacolata dalla Prussia, che contava sull'appoggio degli Stati del nord, di formazione protestante. L'esclusione dell'Austria provocò la diminuzione della sua influenza fra gli Stati germanici a beneficio della Prussia.

 

Le rivoluzioni liberali abbattono il potere degli Asburgo

 

Secondo l'espressione di Deschamps, Napoleone fu "la Rivoluzione a cavallo", poichè diffuse per tutta l'Europa le deleterie idee del 1789; ciò diede origine alla comparsa di movimenti, il cui obbiettivo era di sconfiggere i regimi vigenti a quel tempo e di imporre con la forza un'organizzazione politica e sociale sul modello della Rivoluzione Francese.

Le guerre e le rivoluzioni che segnarono il periodo dal1814 al 1918, cioè, dalla caduta di Napoleone fino a quella degli Asburgo, dei Romanov e degli Hohenzollern, furono un insieme di convulsioni nel corso delle quali tutta l'Europa, si trasformò secondo lo spirito della Rivoluzione Francese.

Subito dopo la caduta di Napoleone, l'Europa entrò in una fase di calma apparente. Tutto sembrava finito. Ma, nelle profondità della vita religiosa, culturale, sociale ed economica, la fermentazione rivoluzionaria andava guadagnando sempre più terreno. Nel 1830, il processo rivoluzionario tornò ad esplodere in Francia, con la deposizione del Re Carlo X.

L'esempio della rivoluzione del 1830 in Francia, provocò negli Stati tedeschi una serie di agitazioni. Anche nei domini austriaci nella penisola italiana, i carbonari promosserodelle rivolte nei ducati di Parma e Toscana. Ma queste sommosse furono rapidamente soffocate. Dopo un nuovo periodo di apparente tranquillità, scoppia in Francia la rivoluzione del febbraio 1848, che fu caratterizzata da una prima esplosione socialista ed ebbe delle ripercussioni in tutta Europa.

A Vienna, nello stesso anno, Metternich fu obbligato a scappare a causa di una rivolta e l'Imperatore promise di fare una serie di concessioni ai rivoluzionari. Allo stesso tempo, scoppiarono dei movimenti separatisti contro l'Impero in Ungheria, Boemia, Lombardia e Venezia. Tuttavia, l'Imperatore Francesco Giuseppe riuscì a ristabilire l'ordine. Sebbene sconfitte sul piano immediato, queste rivoluzioni contribuirono ad abbattere in modo considerevole l'autorità imperiale, preparando la futura sconfitta degli Asburgo.

 

La decadenza dell'Austria e l'ascesa della Prussia

 

Purtroppo, l'Austria non era esente dal contagio corrosivo dei germi rivoluzionari che in questo periodo contaminavano tutta l'Europa: la decadenza interna, più dell'azione dei nemici esterni contribuì alla sua rovina. Degustatrice delle migliori paste e del miglior chantilly del mondo, di salsicce incomparabili, con un consumo favoloso di gelato al caffè e chantilly, coi valzer di Strauss, la frivolezza delle cose, tutto così gioviale e tanto grazioso, l'Austria stava diventando bonacciona.

Intanto, la Prussia, luterana, rigida, irta, aggressiva, si stava fortificando. Uno dei maggiori colpi sofferti dagli Asburgo fu l'opera di unificazione tedesca realizzata da Bismarck, sotto l'egemonia della Prussia, nella quale l'Austria non venne inclusa. Otto von Bismarck apparteneva per nascita alla classe degli junkers o nobili rurali. Dopo aver frequentato le Università di Gottingen e Berlino come studente mediocre, ma come buon duellatore e scapestrato, divenne un pubblico funzionario, ma non tardò ad essere licenziato a causa delle sue abitudini irregolari e dissipate.

Per qualche tempo appoggiò il liberalismo, ma più tardi si trasformò in un rigoroso difensore della religione luterana e della monarchia assoluta. Divenne famoso per l'eloquio violento contro quella che chiamava "ignominiosa democrazia". Nel 1862, il Re Guglielmo I lo nominò presidente del Consiglio dei Ministri di Prussia. Alto quasi due metri, con lo sguardo duro e penetrante, senza scrupoli, audace, dalla volontà ferrea, esperto nella politica e nella diplomazia, aveva una visione profonda della Rivoluzione. Era un nemico temibile, poichè rimaneva sempre padrone di sè, ingannando frequentemente i suoi avversari. Aveva il genio della doppiezza, e nessuno meglio di lui sapeva preparare pazientemente l'agguato dove avrebbe fatto cadere i suoi nemici. Secondo quanto egli diceva, "le grandi questioni non si risolvono nè coi discorsi, nè coi voti, ma col ferro e col sangue".

Nella trasformazione degli Stati tedeschi in nazione unificata, Bismarck architettò un piano che fu realizzato in varie tappe, con una abilità quasi diabolica. In primo luogo progettò di eliminare l'Austria dalla sua posizione di egemonia nella Confederazione Germanica; come mezzo preliminare per raggiungere il suo obiettivo, entrò in conflitto con la Danimarca sul possesso dello Schleswig-Holstein. Queste province, abitate in maggioranza da tedeschi, erano in una situazione speciale. Dal 1815 l'Holstein era stato incluso nella Confederazione Germanica, ma entrambi i territori erano soggetti al Re di Danimarca. Nel 1864, quando la Danimarca tentò di annetterseli, Bismarck invitò l'Austria a partecipare ad una guerra contro quel paese. Fece seguito una breve campagna, al termine della quale il monarca danese dovette rinunciare a tutte le sue pretese sullo Schleswig-Holstein a favore dell'Austria e della Prussia.

Avvenne allora il fatto nel quale Bismarck sperava ansiosamente: una divergenza fra i vincitori attorno alla divisione dei territori che provocò finalmente una guerra nel 1866. Sapendo che gli Asburgo contavano sull'appoggio degli Stati tedeschi del sud, che erano cattolici, Bismarck formò una alleanza con l'Italia, promettendo di ricompensarla, dopo la vittoria, con la cessione di Venezia.

Il conflitto, conosciuto come la Guerra delle Sette Settimane, terminò con la sconfitta dell'Austria a Sadowa. L'Austria fu obbligata ad abbandonare le sue rivendicazioni sullo Schleswig-Holstein, a cedere Venezia all'Italia ed a consentire allo scioglimento della Confederazione Germanica.

 

La I Guerra Mondiale, ultimo colpo contro la Casa d'Austria

 

Nel 1859, in occasione della campagna per l'unificazione italiana, l'Austria perse il dominio della Lombardia e anche, nel 1860, l'influenza sopra i ducati italiani di Parma e Modena, oltre al Granducato di Toscana, che fino a quell'epoca era governato da Prìncipi austriaci. Tutti questi territori furono incamerati dal Piemonte.

Dopo la sconfitta di Sadowa, perdette Venezia, fu espulsa dalla confederazione degli Stati tedeschi e rimase interamente isolata dal mondo germanico. Oltre a ciò, a causa delle grandi difficoltà interne, l'Imperatore Francesco Giuseppe si rassegnò a firmare il Compromesso del 1867, che creò la monarchia dualista dell'Impero Austro-Ungarico. Fermenti rivoluzionari derivati dalla Rivoluzione Francese crearono grandi difficoltà per il mantenimento dell'unità imperiale. Bismarck faceva il suo gioco, lanciando una contro l'altra l'Austria e la Russia. Poco più tardi, l'Austria si avvicinò alla Germania, e finì col diventarne virtualmente un satellite, quanto meno nella politica estera.

Nel luglio del 1914, su pressione della Germania, l'Austria dichiarò guerra alla Serbia, cosa che diede origine alla Prima Guerra Mondiale. Il conflitto provocò lo smantellamento dell'Impero Austro-Ungarico. In conseguenza della sconfitta sofferta dall'Austria il 7 ottobre del 1918, la Polonia dichiarò la sua indipendenza. Lo stesso accadde con la Cecoslovacchia il giorno 28, e con la Jugoslavia il giorno 29. Il giorno 31, l'Ungheria dichiarava estinto il dualismo e diventava una nazione indipendente: l'esercito Austro-Ungarico si sciolse. Nel novembre, il Servo di Dio Carlo I, l'ultimo Re degli Asburgo, abdicava e si avviava all'esilio. Furono proclamate la repubblica d'Austria e la repubblica d'Ungheria.

Scomparve così quell'Impero che, nonostante non fosse neppure l'ombra del suo glorioso passato, era stato in altri tempi il paladino dell'ortodossia, e aveva inflitto delle sconfitte memorabili ai nemici della Cristianità.

 

Continua...

 

Come per il cristiano non esiste una filosofia a sé stante,

così non esiste per lui neppure una Storia puramente umana...

la Storia rappresenta il grande palcoscenico sul quale si dispiega nella sua interezza

l'importanza dell'elemento soprannaturale,

sia quando la docilità dei popoli alla fede consente a tale elemento di prevalere

sulle tendenze basse e perverse presenti nelle nazioni come negli individui,

sia quando esso si indebolisce e sembra sparire a causa del cattivo uso della libertà umana

che porterebbe al suicidio degli imperi...

 

(Dom Prosper Gueranger O.S.B., Abate di Solesmes)

 

Tratto da:

http://circolopliniocorreadeoliveira.blogspot.it/2012/05/la-lotta-plurisecolare-contro-la-casa.html

 

 

Un capitolo decisivo nella millenaria lotta del male contro il Bene, che serve a capire quali famiglie di usurai mondialisti odiatori della nostra civiltà europea detengano oggi il potere, svuotino i nostri portafogli e pianifichino le nostre vite.

Il nuovo staterello fantoccio massocarbonaro creato come nemico sfottente delle potenze cristiane, in primis dell’Austria imperiale, defensor fidei, del Regno cattolico delle Due Sicilie, dell’impero cristiano ortodosso dello Zar, e, ovviamente, contro la Chiesa.

Le evidenziazioni sono le mie.

Filippo Matteucci

Tea Party Federazione Liberista


CHRISTUS VINCIT  .  CHRISTUS REGNAT  .  CHRISTUS IMPERAT

 




12 giugno 2012

FREGATI DALLA SCUOLA



FREGATI DALLA SCUOLA

 

" I manuali di storia della scuola dell'obbligo sono, per comodità, divisi in capitoli. Solo che questi non si limitano ad essere numerati, bensì recano dei titoli. E questi titoli, contrariamente a quel che si pensa, non si limitano a descrivere il contenuto del capitolo ma danno anche un giudizio di valore. Esempio: "Medioevo", "Rinascimento", "Risorgimento", "Resistenza". Analizziamo i termini. "Medioevo" significa, come tutti sanno, "età di mezzo", laddove "Rinascimento" sta per "nuova nascita". Se si rinasce vuol dire che prima si era morti, ma anche che prima di essere morti si era già nati una volta, per cui adesso si "rinasce". Dunque il Medioevo, epoca precedente al Rinascimento, era il tempo in cui l'umanità era stata morta. Quanto dura il Rinascimento? Pochi decenni, verso la fine del Quattrocento. Poi? Si ha l'Età Moderna, e tutti tiriamo un respiro di sollievo.Anche se, a ben vedere, le guerre e le catastrofi sembrano moltiplicarsi a ritmi parossistici: guerre tra Francia e Inghilterra, tra Francia e Spagna, tra cattolici e protestanti, tra lanzichenecchi e tutti gli altri, guerre di successione, di devoluzione, delle due dame, dei tre imperatori, dei quattro papi e dei cinque eserciti.

La Riforma: finalmente Lutero spezza le catene del dogma e della Chiesa. Controriforma: l'Italia ricade nell'oscurantismo. Solo a ben guardare si scopre che le guerre di religione stavano tutte nei paesi protestanti, mentre in Italia si stava tranquilli.

Il Medioevo, i "secoli bui". Quanto è durato? Dalla caduta dell'Impero Romano fino alla scoperta dell'America. Così dice il Manuale. Dunque mille anni e qualcosina. Mille anni! Sbrigativamente catalogati come "età di mezzo". Cribbio, che lunga morte! Ma "in mezzo" a cosa? All'Età Classica e al Rinascimento. Vuol dire che si era vivi ai bei tempi di Atene e Roma, poi si morì per mille anni e si rinacque infine alle soglie del Cinquecento. Infatti nel Rinascimento riappaiono, nell'arte, i trionfi di Bacco ed Arianna, Ercole, Apollo e Minerva. Cioè il paganesimo antico. Ecco la "rinascita". Tra un paganesimo (quello antico) e l'altro (quello rinascimentale) c'era un periodo di mille anni che quelli che ci abitavano chiamavano "Cristianità". Ergo: durante i secoli cristiani eravamo morti, mentre si era ben vivi nei tempi pagani. Letta così la storia dell'Europa sembra un continuo tentativo di scrollarsi di dosso il Cristianesimo. E lo è. Solo che tutto ciò nei manuali di storia è dato come positivo.

Il motivo si capirà leggendo questa Guida. Ma fin da subito possiamo anticipare che furono i liberali nel secolo scorso a impostare lo studio della storia in questo modo, cioè in senso ideologico. I nostri Padri della Patria statalizzarono la scuola, la resero obbligatoria ed uguale per tutti e cominciarono a mettere in galera quelli che non ci mandavano i figli. Cavour & Soci imposero uno studio della storia di tipo manicheo, cioè con i buoni da una parte e i cattivi dall'altra, in cui i buoni erano loro. Il Fascismo tentò una rivalutazione e una rilettura del Risorgimento appropriandosi dei suoi miti più importanti e la Repubblica lasciò le cose come stavano, limitandosi ad aggiungere il capitolo sulla Resistenza. Infine il Sessantotto ha virato il tutto in senso marxista.

Et voilà, tutti siamo riciclati nella convinzione che: Garibaldi e Napoleone erano i buoni, così come i Nordisti negli Usa, mentre i Borboni erano cattivi perché non volevano cedere volontariamente il Sud ai Piemontesi. E pure il Papa, che "per il suo bene" avrebbe fatto meglio a regalare Roma a Vittorio Emanuele II. Ancora: i Sudisti americani erano cattivi perché volevano tenere in schiavitù i negri e i Nordisti divennero cattivi quando sterminarono gli indiani. Che erano buoni e saggi. 

Qualcuno, da adulto, per avventura scopre che forse la verità è diversa. Tutti gli altri, quelli che si occuperanno di banca o di artigianato o di commercio, continueranno a credere quel che la scuola ha loro insegnato. Spesso anche gli insegnanti di storia rimarranno in tale stato. Infatti all'università si sono occupati solo di approfondire quel che avevano assorbito da piccoli. E come l'hanno imparata la ripetono. Non solo. Poiché sono laureati non ammetteranno mai che hanno passato la vita a studiare cose in fondo opinabili, né accetteranno di ricominciare a studiare da zero per rimettere in discussione quel che hanno imparato. Spesso, dunque, si trasformeranno nei più feroci difensori di quelle quattro cose che credono di sapere. E il sistema andrà avanti da solo, in una spirale perversa che mantiene tutti nell'idea che questo sia il migliore dei mondi possibili e che le soluzioni per migliorarlo debbano essere cercate all'interno del "progresso", che è partito dalle oscurità medievali per approdare al radioso presente.  "

 

Da "FREGATI DALLA SCUOLA" 

di Rino Cammilleri - Edizioni Effedieffe

Ottimo articolo di un autore che , nella mia ignoranza, non conoscevo. Le evidenziazioni sono mie.
Filippo Matteucci




27 aprile 2012

ATTENZIONE! PROSSIMI CAMBIAMENTI NEI MIEI BLOG


ATTENZIONE! AVVISO IMPORTANTE

riservato esclusivamente agli amici che seguono i miei post, articoli e saggi.


PROSSIMI CAMBIAMENTI NEI MIEI BLOG


L’11 Maggio il blog PROPERTY AND MARKET (url: http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/ ), il quale finora è stato il mio blog personale, pur conservando i precedenti contenuti, CAMBIA NOME E URL in TEA PARTY FEDERAZIONE LIBERISTA (url: http://teapartyfederazioneliberista.ilcannocchiale.it/ ) e diviene il blog ufficiale del gruppo culturale omonimo, gruppo presente anche su Facebook, volto allo studio della Scienza del Potere e dell’Economia Politica, in particolare della Scuola Economica Austriaca e di H. H. Hoppe.

Contemporaneamente il blog CROMWELL (url: http://cromwell.ilcannocchiale.it/ ), il quale finora ha svolto il ruolo di blog rivolto alle politiche economiche, conserverà tale ruolo, ma con l’aggiunta di contenuti di Scienza del Potere, e diverrà il mio blog ufficiale.

 

Avv. Filippo Matteucci

Economista

Tea Party Federazione Liberista (Founder)




23 marzo 2012

BREVE CORSO INTRODUTTIVO ALLA SCIENZA DEL POTERE


BREVE CORSO INTRODUTTIVO ALLA SCIENZA DEL POTERE

 

LA COMUNICAZIONE POLITICA DELLA RIBELLIONE INTESA COME DIFFUSIONE DELLA CONOSCENZA DEL POTERE MASSOSTATALISTA

Il cittadino, il lavoratore, il risparmiatore, il padre di famiglia, per potersi difendere dal potere deve prima conoscere il potere. Deve sapere con chi ha a che fare. Deve capire chi ha progettato la sua mente e la sua vita, chi lo induce ad avere opinioni non sue, a fare scelte non sue. CAPIRE IL POTERE, significa capire chi pianifica le nostre vite e canalizza il nostro pensiero.

Proprio in questi tempi di grande predazione fiscale il cittadino, colui che è senza potere, deve attrezzarsi per difendere se stesso, la sua mente, la sua salute, la sua famiglia, i suoi beni, i suoi risparmi, il suo reddito dal prevaricante attacco predatorio dello stato, delle famiglie massostataliste padrone degli stati e delle multinazionali, delle organizzazioni sovranazionali di tali dinastie padrone che stanno instaurando il “nuovo ordine mondiale”, una dittatura da incubo orwelliano, rivolta al dominio delle menti, delle vite, degli averi dei popoli.

Possiamo informarci, finché c’è internet, finche non imbavaglieranno e censureranno tutto e tutti... dopo, quando avranno censurato, potremo solo ascoltare musica rap, partite di calcio, San Remo, guardare le offerte dei centri commerciali, ascoltare dibattiti politici finti, fregapopolo, ubriacarci e drogarci, tatuarci o farci dei piercing, andare al pub e in discoteca, da bravi servi cerebrolavati, imbelli e autodistruttivi. Diventeremo come il padrone ci vuole, se non lo siamo già.

Eppure CI STANNO DERUBANDO DEI NOSTRI AVERI E DEI NOSTRI REDDITI, TRAMITE TASSAZIONE, INFLAZIONE, CONTRIBUZIONE PREVIDENZIALE OBBLIGATORIA, DEBITO PUBBLICO, SPESA PUBBLICA PILOTATA. Credo che questo dovrebbe essere il nostro primo interesse. Altrimenti per chi lavoriamo, per chi viviamo?

E allora, vogliamo deciderci a SAPERE? Oppure, siccome la nostra schiavitù è un argomento sgradevole, la rimuoviamo dalla mente, e non ci pensiamo più?

Per chi ha il coraggio di sapere, ecco un breve corso introduttivo, fatto di link a letture, blog, siti, con un linguaggio alla portata di tutti. Quando sono indicati interi siti o blog, vuol dire che vale la pena di leggerli dalla prima all’ultima riga. L’insieme delle letture indicate serve solo a far aprire gli occhi, e non è certo esaustivo della materia. Chi vuol proporre altre letture ritenute significative può contattarmi su Facebook, o aderire al gruppo culturale privatista e hoppiano Tea Party Federazione Liberista su Facebook.

“Open your eyes, open your minds”...

 

INTRODUZIONE AL POTERE

http://blog.lexitalia.it/?p=372

http://www.finanzaediritto.it/articoli/principi-di-economia-privatista-4096.html

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=29320

http://www.filosofiapolitica.net/download.asp?ID=03-02-09-Hoppe&target=article

Traduzioni italiane di alcuni degli scritti di Hans Hermann Hoppe:

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/Federalismo_Liberta.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_natural-elites-italian.pdf

http://www.leonardofaccoeditore.com/enclave/articoli/20hoppe.htm

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/hoppe-buchanan-italian.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/2009/06/ilpungolo-hoppe-democrazia-2004.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_marxist-analysis-italian.pdf

 

COSA SAPPIAMO?  LA STORIA CHE CI HANNO RACCONTATO

http://partitodelsud.blogspot.com/2008/11/1860-macche-garibaldi-la-sicilia-venne.html

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=20547

http://www.controcorrentedizioni.it/storia-proibita-p-141.html?osCsid=2da183dfad47d3415d757a7b911ed8f5

http://www.rinocammilleri.com/1998/05/fregati-dalla-scuola/

http://www.controcorrentedizioni.it/linghilterra-contro-regno-delle-sicilie-p-110.html?osCsid=2da183dfad47d3415d757a7b911ed8f5

http://www.controcorrentedizioni.it/storia-manipolata-p-148.html?osCsid=2da183dfad47d3415d757a7b911ed8f5

http://casatrinakria.blogspot.it/2008/03/1860-macche-garibaldi-la-sicilia-venne.html

http://www.controcorrentedizioni.it/banca-moneta-lusura-p-113.html?osCsid=2da183dfad47d3415d757a7b911ed8f5

http://xoomer.virgilio.it/kxxbar/massoni.htm

http://circolopliniocorreadeoliveira.blogspot.it/2012/05/la-lotta-plurisecolare-contro-la-casa.html

 

DALLA TEOCRAZIA AL MONDIALISMO

http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_complotto

http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_Bilderberg

http://www.ariannaeditrice.it/vetrina.php?id_macrolibrarsi=47589

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/10/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-e-chi.html

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/08/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-parte-2.html

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/05/il-sistema-in-cui-viviamo-il-sistema.html

http://www.genitoricattolici.org/chiesa%20e%20massoneria.html

http://amarelachiesa.blogspot.com/search/label/Monitor%20massoneria

http://www.vatican.va/holy_father/leo_xiii/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_18840420_humanum-genus_it.html

 

EYES WIDE SHUT, BRAINS WIDE WASH : I MEZZI DI ASSERVIMENTO DI MASSA

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2010/09/la-funzione-della-televisione.html

www.comedonchisciotte.org/site/index.php

http://peopleinarms.livejournal.com/354.html

http://www.effedieffe.com

http://peopleinarms.livejournal.com/543.html

http://laconquistadelse.forumcommunity.net/?t=48691507 http://edoardolongo.blogspot.it

http://www.ingannati.it

http://www.mariadinazareth.it/inferno%20libro%20a%20tu%20per%20tu....htm

 

LA GRANDE PREDAZIONE:  IL POTERE COME IMPOSIZIONE DEL SERVAGGIO E DEL TRIBUTO

http://www.radicicristiane.it/libro.php/id/84/Robert%20Benson/Il-padrone-del-mondo

www.disinformazione.it/il_grande_parassita.htm

http://www.disinformazione.it/onu_moneta_unica_mondiale.htm

http://riecho-economiaeliberta.blogspot.com/2011/12/quale-guerra-stiamo-combattendo.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Mobilit%C3%A0_(sociologia)

www.lewrockwell.com/paul/paul334.html

http://www.agoravox.it/Per-il-bene-di-tutti-la-tassazione.html

http://teapartyfederazioneliberista.ilcannocchiale.it

http://www.agoravox.it/Mario-Monti-Bilderberg-ed-il-Nuovo.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/le-coop-e-il-giochino-dellopa/186804/

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/06/29/piu-tasse-sui-nostri-risparmi-no-grazie/

http://finance.yahoo.com/news/Low-rates-squeeze-savers-and-apf-3139420642.html?x=0

 

LE SOLUZIONI:  IL MONDO E’ NELLE NOSTRE MANI, BASTA VOLERLO

http://www.cromwell.ilcannocchiale.it/

http://www.opinione.it/articolo.php?arg=&art=66445

http://www.rischiocalcolato.it/2011/11/giuliano-melani-italiani-fate-uno-sforzo-comprate-il-debito-dell%E2%80%99italia.html

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/11/20/come-ripagare-il-debito-pubblico-trasformando-italia-in-paradiso-fiscal/

http://democraziaturnaria.ilcannocchiale.it/

www.libertarianism.com

www.usemlab.com/

www.movimentolibertario.it/

http://mises.org/daily/4454#content

 

 

Filippo Matteucci

Tea Party Federazione Liberista (Founder)

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/




13 marzo 2012

COMPLICI E VITTIME DELLO STATO, STRUMENTO DEL MALE



COMPLICI E VITTIME DELLO STATO, STRUMENTO DEL MALE

 

IL GULAG FISCALE UNIONE EUROPEA

Quando molti, troppi cittadini onesti, lavoratori, gente che ogni mattina si alza e va a lavorare, si lasciano governare da famiglie di gente malvagia, di semisquilibrati che perseguono il male, che adorano il male, famiglie di ladri, tiranni e predoni, loro e i loro lacchè, governanti di infima qualità, quando le famiglie oneste si lasciano tartassare, derubare di risparmi e redditi, accettano inflazione e debito pubblico, subiscono inermi una spesa pubblica pilotata nelle tasche delle famiglie padrone massostataliste, ebbene, questo non reagire imbelli, non vuol dire (solo) che si è assonnati, stanchi, rinunciatari, deboli, inebetiti, vuol dire anche che le famiglie oneste di lavoratori e risparmiatori SONO VITTIME DI UN LUNGO, PROFONDO, CONTINUO, BEN STUDIATO E BEN ORGANIZZATO LAVAGGIO DEL CERVELLO SOCIALE CHE HA INQUINATO LA COMUNITA’, PORTATO AVANTI DA SECOLI, e rivolto al dominio del male.

Chi trova questa affermazione esagerata, NON SA. E dovrebbe desiderare di sapere, dovrebbe osare sapere. C’è in gioco la sua vita, che ora tanto SUA non è...

 

A COSA SERVE LO STATO

Come prendere per i fondelli un popolo ignorante e credulone.

Uno degli uomini più ricchi propone ripetutamente di aumentare le tasse ai ricchi. Costui ha fatto eleggere presidente-premier-governante un suo burattino, un tirapiedi ovviamente “democratico, progressista, di sinistra”, il quale è stato messo su quella poltrona lautamente retribuita per eseguire gli ordini del miliardario (e degli amici del miliardario). Quindi quando il riccone propone di aumentare le tasse, intende aumentarle agli ALTRI ricchi, ai suoi concorrenti, ai suoi avversari, contro i quali farà varare leggi apposite. Quindi il riccone pseudo-filantropo non è mosso da sentimenti di giustizia sociale, da amore per la povera gente o per i lavoratori, vuole solo usare lo stato e il fisco per i suoi fini. Vuole bloccare la mobilità sociale, ovvero impedire a chiunque, in primo luogo alle famiglie meritevoli e capaci, di divenire meritatamente ricche: ricco e potente deve essere solo lui, magari in gaia compagnia dei suoi alleati e dei suoi lacchè. Tasse, inflazione, spesa pubblica, debito pubblico, burocrazia, divieti e obblighi servono a questo, a costruire la nuova tirannia e la nuova schiavitù. Non siamo più padroni nemmeno dei nostri beni, dei nostri risparmi, del nostro contante. Un gregge di lavoratori dipendenti (le pseudo-liberalizzazioni devono eliminare i residui lavoratori autonomi, coloro che pensano ancora con la propria testa), un gregge di servi lobotomizzati dai mass media di regime, incapaci e autodistruttivi. I pretesti per depredarci e schiavizzarci sono infiniti, dalla finta crisi economica all’ecologia, dalla finta giustizia-equità sociale agli aiuti finto-umanitari.

Un metodo di potere non dissimile è quello adottato dall’organizzazione di narcotraffico affiliata alla setta-loggia-cosca massostatalista mondiale, ovvero a quelle 200 famiglie padrone massostataliste che controllano le grandi compagnie multinazionali e gli stati: gli apparati pubblici repressivi e le leggi antiproibizioniste servono a reprimere i narcotrafficanti concorrenti ed emergenti, riservando così il monopolio e i conseguenti vertiginosi profitti solo all’organizzazione controllata dai poteri forti. E, sia chiaro, questi poteri occulti, costituiti in realtà da ben precise famiglie-dinastie da secoli coalizzate tra di loro, sono stati definiti “forti” in quanto forza del male. Oltretutto non è molto chiaro nemmeno se gli individui e le famiglie che ci appaiono come padroni, proprietari di grandi imprese o di grandi ricchezze, siano i veri padroni o siano invece meri prestanomi di questa organizzazione massostatalista mondiale, e quindi, in definitiva, di quelle famiglie che tale organizzazione veramente controllano. A me nessuno ha mai regalato gratis una grande impresa automobilistica, sia pure con bilanci in rosso... La tecnica dei prestanome è molto usata in quanto nasconde all’odio popolare la famiglia tiranna e predona, il vero governante di infima qualità, quello che fa vivere male il popolo. Ed è molto usata non solo in politica, facendo eleggere lacchè e tirapiedi che eseguono gli ordini, ma anche in economia. Il colore politico di cui si ammantano queste dittature schiavizzanti è indifferente: il sindacal-social-comunismo è stato l’oppio dei popoli del XX secolo. Basti pensare che la banca dell’Unione Sovietica, la patria dello pseudo-comunismo, era controllata dagli stessi banchieri massostatalisti mondialisti che avevano prima finanziato Lenin e la sua rivoluzione comunista. La divisione del mondo in due blocchi, la guerra fredda, la corsa agli armamenti della seconda metà del secolo scorso erano tutte prese per i fondelli: le stesse famiglie, la stessa organizzazione maligna comandava sia a est che a ovest del muro di Berlino. Cambiavano solo le forme di schiavizzazione e di lavaggio del cervello dei popoli. Per noi oggi c’è il campo di concentramento fiscale Europa per entrare nel quale nessuno ci ha chiesto il nostro voto, il nostro consenso, come non era stato chiesto ai deportati nei lager o nei gulag.

Cosa ci aspetta? Lo scontro tra le residue forze del Bene, il Cristianesimo e l’Islam: stanno cercando di metterle l’una contro l’altra per eliminarle definitivamente, così, finalmente, dopo millenni di subdole manovre e pianificazioni, per questo mondo ci sarà un solo signore, un solo dio. Quello del male.

 

DA MARCUSE A HOPPE

CAPIRE IL POTERE, capire chi pianifica le nostre vite e canalizza il nostro pensiero: iniziare leggendo Hans Hermann Hoppe.

http://www.filosofiapolitica.net/download.asp?ID=03-02-09-Hoppe&target=article

 

Traduzioni italiane di alcuni degli scritti di Hans Hermann Hoppe, letture imprescindibili per chi si sente, per sua natura, uno che non vuol essere reso schiavo, uno refrattario al lavaggio del cervello ad opera del regime.

Il liberismo privatista è il superamento della ingannevole contrapposizione destra - sinistra:

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/Federalismo_Liberta.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_natural-elites-italian.pdf

http://www.leonardofaccoeditore.com/enclave/articoli/20hoppe.htm

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/hoppe-buchanan-italian.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/2009/06/ilpungolo-hoppe-democrazia-2004.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_marxist-analysis-italian.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_la_idea_de_una_sociedad_de_derecho_privado.pdf   (Spanish)

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_porque_malos_gobiernan.pdf

(Spanish)

Link al Tea Party Federazione Liberista , gruppo culturale focalizzato sull'economia politica,  privatista e hoppiano (NON E’ il Tea Party Italia)

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/

 

Altri link da non perdere:

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=20547

http://www.effedieffe.com

http://www.controcorrentedizioni.it/

http://peopleinarms.livejournal.com/354.html

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/10/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-e-chi.html

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/08/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-parte-2.html

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/05/il-sistema-in-cui-viviamo-il-sistema.html

http://www.mariadinazareth.it/inferno%20libro%20a%20tu%20per%20tu....htm

http://www.genitoricattolici.org/chiesa%20e%20massoneria.html

www.comedonchisciotte.org/site/index.php

http://blog.libero.it/caratteri/

http://partitodelsud.blogspot.com/2008/11/1860-macche-garibaldi-la-sicilia-venne.html

http://laconquistadelse.forumcommunity.net/?t=48691507

http://www.agoravox.it/Mario-Monti-Bilderberg-ed-il-Nuovo.html

http://www.vatican.va/holy_father/leo_xiii/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_18840420_humanum-genus_it.html

http://amarelachiesa.blogspot.com/search/label/Monitor%20massoneria

http://www.radicicristiane.it/libro.php/id/84/Robert%20Benson/Il-padrone-del-mondo
www.disinformazione.it/il_grande_parassita.htm
http://www.disinformazione.it/onu_moneta_unica_mondiale.htm

http://riecho-economiaeliberta.blogspot.com/2011/12/quale-guerra-stiamo-combattendo.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Mobilit%C3%A0_(sociologia)

www.libertarianism.com

www.rothbard.it

http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_Bilderberg

http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_complotto

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/02/scie-chimiche.html

http://finance.yahoo.com/news/Low-rates-squeeze-savers-and-apf-3139420642.html?x=0

www.ricorsi-autovelox.com/pagine.php?n=sistema_giudiziario_1

www.lewrockwell.com/paul/paul334.html

http://www.agoravox.it/Per-il-bene-di-tutti-la-tassazione.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/le-coop-e-il-giochino-dellopa/186804/

http://www.rischiocalcolato.it/2011/11/giuliano-melani-italiani-fate-uno-sforzo-comprate-il-debito-dell%E2%80%99italia.html

http://cromwell.ilcannocchiale.it/2011/02/27/mario_draghi_e_i_tassi_di_inte.html

http://www.cartalibera.it/per-ripagare-senza-sacrifici-il-debito-pubblico-trasformiamo-l%E2%80%99italia-in-un-paradiso-fiscale-2290/

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/06/29/piu-tasse-sui-nostri-risparmi-no-grazie/

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/11/20/come-ripagare-il-debito-pubblico-trasformando-italia-in-paradiso-fiscal/

http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/2011/09/08/tea_party_federazione_liberist.html

http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/2011/11/04/continua_lattacco_dei_poteri_f.html

http://PropertyandMarket.ilcannocchiale.it/post/2694780.html

http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/2012/01/25/scusate_le_tasse_vi_abbiamo_in.html

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http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/2012/01/25/scusate_le_tasse_vi_abbiamo_in.html


Filippo Matteucci

Tea Party Federazione Liberista (Founder)

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25 gennaio 2012

SCUSATE LE TASSE: VI ABBIAMO INDEBITATO PER ARRICCHIRCI TASSE E POTERI FORTI


SCUSATE LE TASSE: VI ABBIAMO INDEBITATO PER ARRICCHIRCI 

TASSE E POTERI FORTI

 

I poteri forti altro non sono che famiglie, dinastie. Famiglie furbe e con una ben precisa identità culturale: il saper e voler rimanere padroni degli stati nei secoli. Famiglie ben organizzate in cosche, sette, confraternite, logge, ordini ecc.

Una elite che non vuol essere ricambiata, rottamata, e che per questo blocca ogni tentativo di mobilità sociale, elimina ogni possibile competitor. In primo luogo attraverso stati e tasse.

Chi ha il potere ti tassa: la sua famiglia si arricchisce e la tua famiglia si impoverisce. Per questo tu, senza potere, non ti devi occupare di potere e di politica, ma devi guardare le partite di calcio o il festival di S. Remo. Con le tasse il potente manda in fumo anni di lavoro e sacrifici tuoi e della tua famiglia, così la tua famiglia rimane serva, soggetta al potere delle famiglie dominanti, che continueranno a tassarti, in eterno. Tu e la tua famiglia vivete e lavorate per loro.

“Non sarai tanto ingenuo da credere che noi viviamo in una democrazia: vero, Buddy? “...   Democrazia vuol dire che il popolo sceglie a quale stato appartenere, quale moneta usare, a quali persone dare il mandato di governarlo. Ebbene , il popolo non ha eletto Monti. I poteri forti si sono ben guardati dall’indire referendum popolari, dal chiedere il parere e il consenso dei popoli sull’appartenenza all’Unione Europea e sull’adozione dell’euro come moneta. Tasse e contributi previdenziali obbligatori ci vengono estorti, sotto la minaccia di pesanti sanzioni, contro il nostro consenso. E il poterti predare beni e denaro minacciandoti e sanzionandoti è l’essenza prima del POTERE, di un potere che in quanto tale ha la forza di costringerti, di un potere forte...  Dei poteri forti, appunto.

 

“Uno stato è un monopolio territoriale della coercizione, un’agenzia che può dedicarsi a continue violazioni istituzionalizzate dei diritti di proprietà e allo sfruttamento dei proprietari privati tramite esproprio, tassazione e regolamentazione.” Hans-Hermann Hoppe

 

Il potere viene esercitato dal dominante sul dominato e consiste nella possibilità per il dominante di imporre al dominato prestazioni fisiche e/o prestazioni patrimoniali. Le prestazioni fisiche possono andare dalla mera schiavizzazione alle antiche corvé medioevali, dal servizio militare al lavoro dipendente sottopagato di oggi. Le prestazioni patrimoniali tipiche sono la tassazione, il pizzo, l'inflazione. Entrambe le tipologie di imposizione costringono il dominato a destinare parte delle risorse della sua vita, soprattutto tempo ed energie, a vantaggio di un estraneo. Per detenere il potere il dominante deve ideare e porre in essere forme di controllo sul dominato, e queste forme di controllo possono concretizzarsi ed essere organizzate in apparati, anche, ma non solo, statuali.

 

Il Club Bilderberg

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

         « Nel 1996 cercarono di uccidermi, nel 1998 di sequestrarmi, nel 1999 di corrompermi, nel 2000 di arrestarmi, e l'anno dopo mi offrirono un assegno in bianco se avessi taciuto una volta per tutte. » (Daniel Estulin)

Il Club Bilderberg è un libro dello scrittore russo Daniel Estulin.

In questa inchiesta giornalistica, frutto di quindici anni di indagini, l'autore cerca di dimostrare come il Gruppo Bilderberg abbia la volontà e il potere di decidere le sorti economico-politiche dell'intera umanità, il tutto con il solo scopo di favorire gli interessi dei componenti stessi del Gruppo.

 

 

ELEZIONI POLITICHE 2013: AMARCORD ELETTORALE

In Italia e nella prigione fiscale Europa c’è pochissima democrazia. Nessuno ci ha chiesto con un referendum popolare se volevamo entrare nell’Unione Europea. Nessuno ci ha chiesto con un referendum popolare se volevamo entrare (e a quelle condizioni di strozzinaggio) nell’euro. Tutte queste scelte sono state fatte dalle famiglie padrone degli stati e delle multinazionali, ci sono state imposte dall’alto, contro di noi, contro le nostre famiglie.

Alle ultime elezioni politiche la maggioranza degli Italiani aveva votato un governo di centrodestra col preciso mandato di ridurre tasse e debito pubblico tagliando drasticamente la spesa pubblica clientelare e parassitaria. E invece il governo di centrodestra ha raddoppiato le tasse sui rendimenti del risparmio popolare e ha messo il superbollo sui depositi titoli (di fatto una patrimoniale contro le famiglie che risparmiano).

E il PdL ora sostiene il governo Monti, un governo non eletto che si appresta ad ammazzarci di tasse.

L’ECONOMIA ITALIANA HA BISOGNO DI UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO, NON DI TASSE CHE LA UCCIDONO: è da criminali pensare di ridurre drasticamente in pochissimi anni un debito pubblico accumulato in oltre mezzo secolo. E’ da criminali pensare di ridurre il debito pubblico senza ideare un nuovo intelligente modello di sviluppo economico che sfrutti al massimo le risorse che l’Italia già ha. E’ da irresponsabili pensare che l’Italia possa ridurre il debito e svilupparsi rimanendo nell’euro.

Allora dobbiamo chiederci: tutte queste tasse pazzesche per rimanere nell’euro sono nell’interesse del popolo o nell’interesse di oscuri poteri forti nostrani e internazionali, forse anti-italiani? Chi ci governa, indipendentemente dal colore politico o da una non dimostrata tecnicità, rappresenta il popolo o quei poteri forti antipopolari?

Il ritorno dell’ICI sulla prima casa vuol dire che il popolo deve pagare l’affitto allo stato per la propria casa, comprata con anni di lavoro, sacrifici, mutui e rinunce. E nelle tasche di chi vanno questi soldi? Nelle tasche di quali famiglie di tiranni e predoni sono andati i soldi del debito pubblico?

E allora usiamo quel poco di democrazia che c’è rimasta: prendete la vostra agendina portatile, o l’agenda di casa, o fatevi un file sul pc, o prendete un foglio qualunque da conservare nella scheda elettorale, e SEGNATEVI I NOMI E COGNOMI DI TUTTI QUEI PARLAMENTARI , in particolare del centrodestra, favorevoli alle nuove tasse: per primi quelli favorevoli AL RITORNO DELL’ICI SULLA PRIMA CASA.

Alle prossime elezioni elettorali che si terranno al più tardi nel 2013, riandate a vedere i loro nomi E NON VOTATELI, NON VOTATELI MAI PIU’.

IL PDL STACCHI SUBITO LA SPINA A QUESTO GOVERNO NON ELETTO DAL POPOLO, tassaiolo e antipopolare.

TASSARE E’ DA IRRESPONSABILI: VUOL DIRE GETTARE L’ITALIA IN UNA RECESSIONE IRREVERSIBILE, VUOL DIRE UCCIDERE L’ECONOMIA ITALIANA 

Spetta al popolo decidere se rimanere o meno nell’euro e nell’Unione Europea. 

Spetta al popolo scegliersi un governo con libere elezioni.

Altrimenti il PDL si rende complice di questa mazzata letale alla nostra economia e della depredazione fiscale dei risparmi delle famiglie. Il PDL deve scegliere se stare dalla parte del popolo, dei suoi elettori, o invece dalla parte di oscuri poteri forti mondialisti e anti-italiani. 

Si ricordi il PDL: ELEZIONI POLITICHE 2013, UN VOTO A FUTURA MEMORIA  . Noi elettori CE NE RICORDEREMO. 

 

 

DIECI REGOLE CONTRO LE FAMIGLIE DI TIRANNI E PREDONI (I "POTERI FORTI", forti in quanto forza del male)  

Ve le ricordate?

 

Io sono il Signore Dio tuo:

1. Non avrai altro Dio fuori di me.

2. Non nominare il nome di Dio invano.

3. Ricordati di santificare le feste.

4. Onora il padre e la madre.

5. Non uccidere.

6. Non commettere atti impuri.

7. NON RUBARE.

8. Non dire falsa testimonianza.

9. Non desiderare la donna d'altri.

10. NON DESIDERARE LA ROBA D'ALTRI

 

 

HOMINES ID QUOD PERMITTUNT MERERUNT = GLI UOMINI SI MERITANO CIò CHE PERMETTONO AGLI ALTRI DI FARGLI.

Alle prossime elezioni votate per i SOLITI buffoni politici, di sinistracentrodestra (tanto è uguale), votate i burattini del teatrino, i servi delle famiglie padrone dello stato, del LORO STATO...

 

Il superamento della contrapposizione tra destra e sinistra, obsoleta, inutile e ingannevole per il popolo, è un nuovo liberismo marcatamente privatista, regolato tramite forme evolute di democrazia diretta. 

 

"...Il pensiero autonomo, indipendente, personale, è un reato non codificato.

Deve essere quindi imposto un pensiero dipendente, canalizzato, che si struttura in due direzioni:

1) non pensare al vero problema della gestione della cosa pubblica, ma pensare ad altro: al calcio, alle offerte dei centri commerciali, al pub e alla discoteca, alla mina del sabato sera, ai problemi del terzo mondo, al festival di San Remo, al mostro in prima pagina, o a qualsiasi scemenza, del tutto irrilevante per la qualità della vita, che distolga l'attenzione;

2) se a qualcuno viene in mente di pensare allo stato, deve pensarci in modo preconfezionato, canalizzato, ovverosia in termini di ideologie, di partiti politici, di sindacati, in termini cioè che nulla hanno a che fare con la reale strutturazione del potere.

Il gioco dei canalizzatori del pensiero è identico a quello dei prestigiatori, i quali attirano l'attenzione sulla mano che fa dei gesti inutili per non far osservare l'altra mano che attua il trucco.

Politici amministratori siedono su poltrone lautamente retribuite ma di finto potere, poltrone sulle quali li hanno posti le famiglie che realmente hanno il potere affinché eseguano i loro ordini. Sfido qualsiasi cittadino a elencarmi le venti famiglie che hanno più potere in Italia. Verranno in mente quattro o cinque padroni di multinazionali, tre o quattro uomini d'affari che in realtà riciclano denaro altrui, qualche capocosca.

E poi? Nulla. Non si sa nulla. La condizione del potere oggi è l'invisibilità. La gente a malapena sa quale famiglia o gruppo di famiglie coalizzate controlla il proprio comune. Eppure le famiglie al potere determinano la vita e la qualità di vita di tutti i residenti in quel territorio...." 

( da : Filippo Matteucci , "La libertà unico antidoto contro la corruzione" , L'Opinione 2007 )  

 

 

DA MARCUSE A HOPPE

CAPIRE IL POTERE, capire chi pianifica le nostre vite e canalizza il nostro pensiero: iniziare leggendo Hans Hermann Hoppe.

http://www.filosofiapolitica.net/download.asp?ID=03-02-09-Hoppe&target=article

Traduzioni italiane di alcuni degli scritti di Hans Hermann Hoppe, letture imprescindibili per chi si sente, per sua natura, di destra (utilizzo il termine "destra" unicamente a fini esplicativi: il liberismo privatista è infatti un superamento della ingannevole contrapposizione destra - sinistra):

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/Federalismo_Liberta.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_natural-elites-italian.pdf

http://www.leonardofaccoeditore.com/enclave/articoli/20hoppe.htm

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/hoppe-buchanan-italian.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/2009/06/ilpungolo-hoppe-democrazia-2004.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_marxist-analysis-italian.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_la_idea_de_una_sociedad_de_derecho_privado.pdf   (Spanish)

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_porque_malos_gobiernan.pdf  (Spanish)

Link al Tea Party Federazione Liberista , gruppo culturale focalizzato sull'economia politica,  privatista e hoppiano (NON E’ il Tea Party Italia)

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/




Link interessanti:

http://cromwell.ilcannocchiale.it/2011/11/23/le_eurotasse_stanno_gettando_l.html

http://PropertyandMarket.ilcannocchiale.it/post/2694780.html

http://finance.yahoo.com/news/Low-rates-squeeze-savers-and-apf-3139420642.html?x=0

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/06/29/piu-tasse-sui-nostri-risparmi-no-grazie/

www.ricorsi-autovelox.com/pagine.php?n=sistema_giudiziario_1

http://www.filosofiapolitica.net/showArticle.asp?ID=03-02-09-Hoppe&IDArea=2&dateReview=03-02-2009&typeMenu=0&showMenu=true

http://riecho-economiaeliberta.blogspot.com/2011/12/quale-guerra-stiamo-combattendo.html

http://www.cartalibera.it/per-ripagare-senza-sacrifici-il-debito-pubblico-trasformiamo-l%E2%80%99italia-in-un-paradiso-fiscale-2290/

http://www.mariadinazareth.it/inferno%20libro%20a%20tu%20per%20tu....htm

http://www.genitoricattolici.org/chiesa%20e%20massoneria.html

www.comedonchisciotte.org/site/index.php

http://blog.libero.it/caratteri/

www.disinformazione.it/

http://partitodelsud.blogspot.com/2008/11/1860-macche-garibaldi-la-sicilia-venne.html

http://laconquistadelse.forumcommunity.net/?t=48691507

http://www.agoravox.it/Mario-Monti-Bilderberg-ed-il-Nuovo.html

http://www.vatican.va/holy_father/leo_xiii/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_18840420_humanum-genus_it.html

http://amarelachiesa.blogspot.com/search/label/Monitor%20massoneria

http://www.radicicristiane.it/libro.php/id/84/Robert%20Benson/Il-padrone-del-mondo
www.disinformazione.it/il_grande_parassita.htm
http://www.disinformazione.it/onu_moneta_unica_mondiale.htm

http://cromwell.ilcannocchiale.it/post/2720233.html

 




11 novembre 2011

LA PATRIMONIALE ARRICCHISCE I POTERI FORTI E UCCIDE L’ECONOMIA



LA PATRIMONIALE ARRICCHISCE I POTERI FORTI E UCCIDE L’ECONOMIA     

 

Chiediti sempre nelle tasche di quali famiglie vanno i soldi che lo stato ti estorce.

Le tasse sono sempre contro il popolo, mai a favore del popolo. 

La patrimoniale non colpisce i veri ricchi, colpisce la gente comune.

Le tasse le pagano SOLO coloro che non hanno potere, la gente comune, i lavoratori, i ceti produttivi.

Le tasse LE RISCUOTONO i veri ultraricchi, le famiglie padrone degli stati, i potenti, coloro che pilotano (verso le loro tasche) il grosso della spesa pubblica.

Se a te stesso, alla tua famiglia, non ci pensi tu, non ci penserà nessuno.  Difendi i risparmi e il patrimonio, grande o piccolo che sia, della tua famiglia: puoi contare solo su quello.       

...   POST COLLECTION  ...    

 

LO STATO NEMICO DEI CETI PRODUTTIVI

Lo stato non è un soggetto ma uno strumento nelle mani delle famiglie padrone contro il popolo: LO STATO NON DEVE FARE... meno lo stato fa meglio sta il popolo; lo stato non risolve i problemi del popolo, glieli crea...

Non capisco la follia di coloro (vedi quelli di sinistra) che pur riconoscendo che lo stato è uno strumento delle famiglie padrone CONTRO IL POPOLO, a tale strumento vogliono dare più poteri e più tasse.

Non c'è alcuna differenza tra una destra statalista e una sinistra socialcomunista statalista: sono entrambe CONTRO IL POPOLO e serve dei dominanti del momento. Chi è IL POPOLO? Tutti coloro che, indipendentemente dal loro livello di ricchezza, NON HANNO POTERE, non possono cioè usare lo stato, il fisco, l'emissione di moneta per imporre agli altri prestazioni patrimoniali o fisiche. Tasse, contributi previdenziali obbligatori, inflazione, debito pubblico, spesa pubblica, vessazioni burocratiche e normative sono tutti STRUMENTI DELLA NUOVA SCHIAVITU'.

 

A CHI SERVE LA PATRIMONIALE

 

La patrimoniale non serve a risanare le finanze dello stato, ma a depredare i ceti produttivi: la patrimoniale colpisce le famiglie che lavorano e risparmiano, per permettere a chi fa la bella vita coi soldi degli altri (tasse) di continuare a farla. Toglie alle formiche e dà alle cicale. RUBA alle formiche per REGALARE alle cicale.

Al suo posto propongo alcune ricette semplici e immediate per un primo risanamento del bilancio pubblico:

1.         vendiamo 1000 immobili di proprietà degli enti pubblici: non si capisce perché lo stato o la regione o il comune debbano essere proprietari di immobili. Sono immobili sottratti al mercato, alle famiglie, ai lavoratori. 

2.         Licenziamo immediatamente i 100.000 impiegati pubblici più inutili. Senza le vessazioni dei dipendenti pubblici, i ceti produttivi potranno creare ricchezza più liberamente. La maggior parte dei dipendenti pubblici non crea ricchezza, la distrugge. 

3.  Eliminiamo qualsiasi tassazione sul risparmio delle famiglie e sui rendimenti del risparmio. Se le famiglie vedono che i loro risparmi sono al sicuro dal fisco e rendono, spendono tali rendimenti nell’acquisto di merci e servizi venduti dai ceti produttivi, stimolando in modo sano l’economia.

4.   Aboliamo qualsiasi aiuto di stato, qualsiasi sussidio settoriale per il sostegno del reddito (es: rottamazioni, quote PAC agli agricoltori, ecc.): chi si tiene in piedi sulle proprie gambe va avanti, gli altri vanno a fare i lavoratori dipendenti con salari adeguati alle loro capacità.

5.  Ridimensioniamo a un terzo i vitalizi d’oro percepiti da coloro che hanno ricoperto cariche elettive: ex parlamentari, ex amministratori regionali, ecc..

6.   Poniamo un limite massimo di 3000 euro mensili alle pensioni d’oro del settore pubblico, ridimensionando a tale importo le ricchissime pensioni degli ex dirigenti pubblici, degli ex superburocrati.

7.   Aboliamo una volta per tutte gli enti inutili e le province, nonché i privilegi finanziari delle regioni a statuto speciale, accorpiamo le straremunerate cariche nelle aziende publiche (Presidente, AD ecc.), e tagliamo drasticamente le consulenze (d’oro anche queste) delle publiche amministrazioni.

 

Sono ricette semplici ed evidenti, le capirebbe anche un bambino, andrebbero a colpire coloro che hanno reso o rendono la vita e il lavoro impossibili ai ceti produttivi, ma non vengono attuate perché i ceti parassitari (famiglie padrone degli stati e della grande industria sussidiata, e apparati politici, burocratici, amministrativi) vogliono continuare a vivere sulle spalle dei ceti produttivi, delle famiglie dei lavoratori, magari estorcendo loro una tassa patrimoniale sui loro beni.  E gli elettori del centrodestra vogliono un Reagan o una Thatcher, e non un Sarkozy o una Merkel.

 

 

NON ARRENDIAMOCI AI POTERI FORTI.

PAGARE PIU’ TASSE OGGI VUOL DIRE PAGARNE ANCORA DI PIU’ DOMANI.

Occorre un’opposizione drastica alle manovre predatorie dei poteri forti: pretendiamo SOLO TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA E NESSUNA NUOVA TASSA (e nessun aumento di tributi esistenti).   

AI POTERI FORTI NON PIACE IL RISPARMIO POPOLARE. 

Il risparmio dà chance di mobilità sociale e di ricambio delle elite, e i poteri forti non vogliono essere ricambiati o rottamati. Immobiliaristi e speculatori finanziari possono essere solo loro, non il popolo. Loro possono speculare su azioni e immobili dalle loro società e residenze estere senza pagare una lira di tasse. Il popolo non deve speculare, deve rimanere popolo, incapace e ottuso, al massimo col solo necessario per sopravvivere. Questa è la democrazia e la libera concorrenza che vogliono i poteri forti.

 

CHI VIVE SULLE TASSE PAGATE DAI CITTADINI DANNEGGIA TUTTI. RIDURRE TASSE E SPESE PUBBLICHE E’ TUO INTERESSE. Dare più tasse, più soldi a questi parassiti accresce il loro potere di estorcertene altri ancora, sempre di più. Se non li fermi non si fermeranno, ti proletarizzeranno. Se il ladro non lo blocchi, quello continua, impunito e incoraggiato, a rubare. 

“SE TU NON TI OCCUPI DI POLITICA, LA POLITICA SI OCCUPERA’ DI TE”:

credo che ben capite COME... proletarizzandoci.

 

NOMINA DA PALAZZO 

Un incaricato di formare il governo non votato e non eletto dal popolo ma nominato dal palazzo. Dov’è il mandato democratico? Uno che non è stato votato dal popolo chi rappresenta? Farà gli interessi del popolo o gli interessi dei poteri che lo hanno nominato? Sarà statalista o liberista? Lascerà in pace l’economia e i mercati o ci ammazzerà di tasse?

Chi è il pazzo o il ladro che pensa di far ripagare in 5 anni agli Italiani e alla nostra economia un debito pubblico accumulato in oltre mezzo secolo? Vogliono far fallire tutti? Una patrimoniale colpirebbe ancora di più le famiglie dei ceti produttivi, dei lavoratori che risparmiano, le quali bloccheranno immediatamente i consumi, spingendoci in una recessione nera.

Alla faccia della democrazia... 

Io la vedo brutta, anzi bruttissima.

 

GOVERNO MONTI: L’ENNESIMO TRADIMENTO CONTRO GLI ELETTORI DEL PDL 

Non bastavano i tremontiani superbolli sui depositi titoli e il raddoppio dell’imposta sui rendimenti del risparmio. Oggi arriva anche la disponibilità ad appoggiare Monti, uno non eletto, non votato dal popolo, uno sconosciuto al popolo ma ben conosciuto dai poteri forti, una icona del peggiore politburò della sinistra statalista, quella sinistra che una volta pretendeva di difendere i lavoratori e oggi è ridotta a servaccia dei poteri forti. Un governo che sarebbe la fotocopia dei vari Prodi, Visco, Amato, Padoa Schioppa, all’insegna de “Le tasse sono una cosa bellissima” (tanto il popolo le paga e i padroni le riscuotono) , un governo il cui principale compito sarebbe quello di ammazzare le famiglie dei lavoratori che risparmiano con la predatoria imposta patrimoniale, con la quale lo stato ti frega un pezzo (consistente: ci ripagano il debito pubblico!) dei tuoi averi, un furto legalizzato, una violazione del primo sacrosanto diritto umano, il diritto di proprietà. E ciò quando per ripagare il debito pubblico senza uccidere l’economia servirebbero misure diametralmente opposte, che favoriscano il risparmio e la formazione dei patrimoni delle famiglie di lavoratori.

Credo che gli elettori di centrodestra abbiano bisogno di nuovi soggetti che li rappresentino, persone serie di provata fede liberista CHE NON TRADISCANO.

 

Filippo Matteucci  -  Economista

Tea Party  -  Federazione Liberista

 


 

http://PropertyandMarket.ilcannocchiale.it/post/2694780.html

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/

http://finance.yahoo.com/news/Low-rates-squeeze-savers-and-apf-3139420642.html?x=0

http://www.agoravox.it/Per-il-bene-di-tutti-la-tassazione.html

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/06/29/piu-tasse-sui-nostri-risparmi-no-grazie/

www.lewrockwell.com/paul/paul334.html

www.ricorsi-autovelox.com/pagine.php?n=sistema_giudiziario_1

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/Federalismo_Liberta.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_natural-elites-italian.pdf

http://www.filosofiapolitica.net/showArticle.asp?ID=03-02-09-Hoppe&IDArea=2&dateReview=03-02-2009&typeMenu=0&showMenu=true

http://www.rischiocalcolato.it/2011/11/giuliano-melani-italiani-fate-uno-sforzo-comprate-il-debito-dell%E2%80%99italia.html




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